Riforma del terzo settore

novembre 29th, 2017 Posted by 0 thoughts on “Riforma del terzo settore”

Dalle Linee Guida della Riforma del Terzo settore

Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone. E’ l’Italia del volontariato, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali. Un settore che si colloca tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia, che da forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà. Ciò alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei momenti di crisi, sostengono la coesione sociale e contrastano la tendenza a la frammentazione e la disgregazione del senso di appartenenza alla comunità nazionale.

E’ in atto una grande rivoluzione nel nostro settore. I Governi Renzi e Gentiloni si sono assunti la responsabilità, dando vita alla riforma del Terzo settore, di dare una disciplina di fatto e di diritto agli enti che svolgono attività a favore della collettività: sono le associazioni, le fondazioni e le imprese sociali che svolgono la loro attività, senza fine di lucro, per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Sono più di trecentomila gli enti che con oltre sei milioni di italiani si dedicano volontariamente a queste attività.

I testi finali sono già sulla Gazzetta Ufficiale e il Codice del Terzo settore è in vigore dal 3 Agosto 2017. Seguiranno, entro il prossimo anno, 27 decreti ministeriali che daranno attuazione a tutti gli aspetti contenuti nel codice. Sette saranno le tipologie in cui verranno raggruppati tutti gli enti: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali incluse le attuali cooperative sociali, enti filantropici, reti associative, società di mutuo soccorso e altri enti iscritti nel registro unico nazionale Ets. Tutti gli enti saranno obbligati a iscriversi nella propria sezione di tale registro presso il Ministero delle Politiche Sociali, con gestione a livello regionale. Per l’articolo 5 del codice gli enti del terzo settore “esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”.

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